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“LA NUOVA COMUNITÀ È POSSIBILE”: A ROMA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LUIGI MASSA

ROMA\ aise\ – Il 13 gennaio scorso è stato presentato a Roma, presso la Sala della
Mercede della Camera dei Deputati, il libro “La nuova comunità è possibile. Dalla visione
di Adriano Olivetti all’attualità di un movimento neo-comunitario” di Luigi Massa (per i tipi
dell’editore di Torino). Insieme all’autore, hanno presentato il saggio il prof. Franco
Ferrarotti, l’on. Oriano Giovanelli, e Carlo Mochi Sismondi.
Il volume non si limita a domandarsi cosa rimane ancora valido, a quasi sessant’anni circa
di distanza, del pensiero politico di Adriano Olivetti ma intende riattualizzarne in concreto
l’azione politico-sociale nella convinzione che la spinta ideale, per molti giudicata utopica,
di allora paradossalmente possa trovare terreno fertile proprio oggi che, cadute
definitivamente le ideologie, la politica ha abbandonato a se stesso il sociale per rincorrere
forme di costruzione del consenso più facili ed immediate quali i “salotti” televisivi o le
anticamere dei potenti di turno. Alla base del pensiero di Adriano Olivetti vi era invece una
concezione della politica fatta dalle persone per le persone. Ponendo come riferimento la
persona, il compito principale dei politici eletti era quindi quello di farsi interprete delle
istanze della comunità da cui si era ricevuto il mandato nel quadro di una visione
autenticamente federalista dello Stato, quest’ultimo inteso come espressione unitaria delle
comunità che lo compongono.
È a partire da queste idee di fondo, alla base dell’impegno e del successo imprenditoriale
di Adriano Olivetti, che prende spunto il libro di Massa. La pubblicazione traduce un lavoro
di approfondimento e di riflessione condotto dall’autore insieme ad un gruppo di persone
con le quali ha dato vita ad un movimento cultural-politico: “Rete comunitaria”.
L’approccio adottato da Luigi Massa nel suo saggio è di tipo progettuale, finalizzato cioè a
riaprire un confronto serio sul tema del neo personalismo comunitario e segnare il proprio
ritorno alla politica attiva dopo otto anni passati alla guida del Comune di Napoli come
direttore generale. Già deputato alla Camera nella legislatura 2001-2006, Luigi Massa ha
acquisito una lunga e significativa esperienza nel campo dell’amministrazione pubblica
locale debuttando nel 1975 fra i più giovani sindaci d’Italia. Ma come faceva notare il prof.
Franco Ferrarotti nel suo intervento, le dimissioni di Luigi Massa dall’incarico di “city
manager”, peraltro esercitato fino al 31 dicembre del 2009, sono un segnale in netta
contro tendenza che fa ben sperare. E questo non solo sul piano del disinteresse
personale, in quanto motivate dalla scelta di volersi dedicare a tempo pieno alla crescita
del suo movimento, “Rete comunitaria” (www.retecomunitaria.it), ma anche sul piano di un
“trascendimento” di quella sindrome prettamente italica che da sempre impedisce la
nascita di movimenti sociali e politici innovatori: “Come può il direttore generale di un
grande comune concepire una società alternativa a questa? Come fa a non soffrire di
deformazione professionale?”. Nel suo intervento Ferrarotti, oltre a ripercorrere
brillantemente con la memoria i suoi trascorsi di amico e collaboratore stretto di Adriano
Olivetti, non sfugge nemmeno alla tentazione di dare un voto al lavoro editoriale di Luigi
Massa: “Ottimo! Tutti i comparti sono visitati attentamente. La critica della classe dirigente
è azzeccata”.
Dal canto suo l’on. Oriano Giovanelli, attualmente deputato (PD) della Camera ma anche
con una lunga storia alle spalle di impegno sociale e di costruzione della comunità sul suo
territorio, Pesaro, che lo ha eletto sindaco per ben due volte, nel suo intervento ha
riconosciuto a Luigi Massa il merito di aver saputo riscoprire e riproporre il tema del neo
personalismo comunitario anche se, ha precisato: “Non condivido il fatto che nel libro si
dica “il movimento comunitario non è né di destra né di sinistra”. Non lo condivido perché
se dovessi trovare una matrice cui rilanciare un’idea della sinistra la ritroverei qui, nella
riscoperta di una dimensione comunitaria”.
Carlo Mochi Sismondi, che nel suo ruolo di direttore e partner di “Forum PA” ha fatto
crescere, edizione dopo edizione, questa manifestazione fino a farla diventare il principale
luogo di riferimento in Italia sui temi del rinnovamento della Pubblica Amministrazione, si è
invece soffermato sulle connessioni esistenti tra il fare comunità sul territorio e
l’amministrazione pubblica dello stesso. In un momento in cui i tagli alla spesa degli enti
locali troppo spesso impattano negativamente sulla qualità della vita democratica del
cittadino e cancellano “pezzi” della memoria storica, in un momento in cui addirittura
avvengono fatti come la caccia agli immigrati di Rosarno, Carlo Mochi Sismondi non ha
nascosto suo malgrado una certa dose di pessimismo chiedendosi e chiedendolo
provocatoriamente anche all’autore come poter conciliare tutto questo rispetto ai contenuti
espressi nel libro in ordine alla centralità del territorio, al tema chiave del valore del
capitale sociale, al valore relazionale della comunità e al valore della cultura. “Adesso se
n’è accorto perfino Sarkozy che non si misura la qualità della vita dei propri cittadini solo
con il Pil (Prodotto Interno Lordo), allora mi chiedo: questo movimento, questa rete
comunitaria ce la fa…? È questo lo strumento che stiamo cercando?».
Chiamato direttamente in causa, Luigi Massa ha ripercorso brevemente l’analisi sviluppata
nel suo saggio per dimostrare come le domande scaturite da quel lungo processo di
trasformazione della società italiana culminato nella creazione di 5 milioni di partite IVA e 8
milioni di piccole aziende oggi non possano più trovare risposta adeguata da quelle forze
di centro-destra che pure hanno saputo, diversamente dalla sinistra, magari facendo
anche leva sulle paure generate dalla crisi, darne rappresentanza. Pur nella
consapevolezza delle forti contraddizioni e arretratezze che contraddistinguono l’attuale
situazione in cui versa l’Italia, per Luigi Massa è oggi possibile innescare un processo di
superamento della concezione individualistica della vita. Anche se ai tempi di Adriano
Olivetti le sue idee sulla centralità della persona potevano apparire velleitarie, oggi queste
stesse idee opportunamente riattualizzate possono trovare nuovo vigore e nuova forza
grazie anche alla potenza applicativa delle nuove tecnologie, prime fra tutte Internet, che
offrono strumenti adeguati ed accessibili per fare concretamente “rete” e per mettere
sinergicamente in rete quelle competenze, risorse e progettualità indispensabili per fare
veramente comunità. Da qui, l’idea di far nascere il movimento di “Rete comunitaria”. È un
movimento che nasce senza un leader perché la sfida, come ha scritto Luigi Massa nelle
conclusioni del suo libro, è quello di vedere se si è veramente capaci di costruire un
movimento a prescindere dalla figura carismatica di un leader. Anzi, la sfida è proprio
quella di vedere se si è capaci di mettere insieme, di mettere in rete i tanti leader che sono
presenti in una comunità, dal sindaco realmente motivato a fare gli interessi della sua
gente ai leader delle varie associazioni presenti sul territorio e via dicendo. Insomma,
come si può leggere anche nel quarto di copertina del libro: “ L’orizzonte è rappresentato
dalla dialettica delle comunità umane tra loro coese e interagenti, tutte fondate sulla
nozione di persona come molecola sociale che si autodefinisce aprendosi verso gli altri,
anziché rinchiudendosi nella sua egocità”. E per meglio ribadire la concretezza del suo
progetto, Luigi Massa ha concluso il suo intervento raccontando che: “In Piemonte è nata
un’associazione di imprenditori, che si chiama “ImpreseCheResistono”, per cercare fuori
da tutte le rappresentanze di tutelare gli interessi delle loro piccola imprese. Ebbene,
questi imprenditori hanno chiesto a “Rete comunitaria” di essere noi quelli che convocano
al tavolo i partiti, sindacati, i rappresentanti degli enti locali per far capire loro le reali
esigenze di questo mondo imprenditoriale. Non è questo un bel segnale di speranza?”.
(guido gallelli\aise)
Editrice SOGEDI s.r.l. – Reg. Trib. Roma n°15771/75

2 Commenti a ““LA NUOVA COMUNITÀ È POSSIBILE”: A ROMA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LUIGI MASSA”

  1. Lorenzo Molinari scrive:

    Caro Massa, volevo ringraziarla per il bel pomeriggio di Roma. Vorrei ringraziare anche Mochi Sismondi perchè sono venuto a conoscenza dell’incontro grazie alla newsletter di Forum PA.
    Volevo chiedere un consiglio su quale libro è possibile approfondire la figura di Adriano Olivetti.
    Grazie ancora. Lorenzo Molinari

  2. Silvio Ascoli scrive:

    Quello del 13 Gennaio scorso (al quale ero presente) è stata una inaspettata occasione che mi si è presentata per “rivisitare” in modo approfondito un tema che mi ha accompagnato per i 30 anni di lavoro in seno alla Ing. C. Olivetti & C.
    Essendo entrato in azienda nel 1970 non ho potuto vivere l’epoca di Adriano, ma seppure tenue avvertivo ancora l’eco di un ambiente, di valori, di stile che sarebbe poi cessato nel 1978 con l’avvento dell’epoca De Benedetti. Il richiamo forte ai concetti di Comunità, Persona, ecc. e le prospettive del loro sviluppo futuro mi hanno dato motivo di riflessione e di confronto con altri ex colleghi. Ringrazio con gratitudine per la validissima iniziativa.
    Silvio Ascoli